Informazioni autobiografiche (in italiano)

Sono italo-brasiliano e ho cinquantadue anni. Sono arrivato a Firenze in ottobre 2016 con mia moglie e la nostra gatta, Filò. In linea di massima, prima di venire in Italia, avevo il progetto di fare un post-dottorato presso l’Università di Firenze.

Titolo del innovativo proggeto: “Filosofia della Biografia: Concetti e Pratiche Tra Le Vite e Le Arti” (“Philosophy of Biography: Concepts and Practices Between Lives and Arts”), in cui propongo che una vita umana possa essere interpretata dai biografi siccome un’esteta interpreta un’opera d’arte. Però, dopo alcuni mesi come “visiting fellow” nel Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali, ho deciso di rinviare il progetto in attesa di ottenere condizioni migliori per svolgere la ricerca (finanziamenti, strutture, interlocutori, ecc.).

Prima di tutto, vorrei parlarvi um po’ della mia carriera come giornalista, scrittore e pensatore culturale. In Brasile, sono stato redattore di diversi giornali e riviste (mi sono laureato in Giornalismo). Ho completato Master e Dottorato di Ricerca (PhD) in Scienze della Comunicazione presso l’Università di São Paulo (USP), dove ho indagato sui limiti e le possibilità delle narrazioni biografiche. I miei studi sono confluiti in tre libri importanti nell’ecosistema giornalistico del Brasile, i cui titoli tradotti in italiano sarebbero:

1) Profili: il mondo degli altri (2014, terza edizione, una raccolta di ventidue testi biografici e un saggio intitolato “L’Arte del Profilo”);

2) Biografie & biografi (2002, derivante dal mio Master, discute questioni fondamentali dell’attività biografica nella seconda metà del secolo XX);

3) Biografismo: riflessioni sugli scritti della vita (2014, seconda edizione, basato sulla mia tesi di Dottorato, in cui tratto la mentalità dei biografi contemporanei).

Ho pubblicato anche due romanzi: La superficie sopra noi (2015) e Gli stranieri del treno N (1997). Quest’ultimo è una narrazione realistico-letteraria su come vivono e cosa pensano i migranti illegali brasiliani che abitano a New York. Gli stranieri… ha vinto il “Premio Jabuti” del 1998, il più alto premio nazionale di Letteratura nel Brasile.

Sono anche co-fondatore dell’Accademia Brasiliana di Giornalismo Letterario (ABJL, acronimo in portoghese), di cui sono stato direttore e professore (2005-2011), e membro dell’Associazione Internazionale di Studi di Giornalismo Letterario (ialjs.org). In ABJL, ho introdotto nel suo corso di post-laurea (specializzazione) la disciplina “Giornalismo Biografico” (comprese le Memoir e l’Autobiografia, sicuramente).

Tra il 2011 e il 2015, sono stato docente di Metodi e tecniche giornalistiche (laurea e post laurea) nella Facoltà Càsper Líbero, una delle più prestigiose scuole di giornalismo del Paese.

Inoltre, ho creato e prodotto narrazioni “giornalistico-biografiche” per aziende, famiglie e individui interessati a ricostruire i loro ricordi. In questa linea di lavoro, ho lanciato recentemente due libri biografici: Dottore Sfida (2011), con la storia di Luiz Garcia, un imprenditore irriverente nel settore delle telecomunicazioni e in quello agro-alimentare, e Ivens Dias Branco (2013), sul fondatore e presidente di M. Dias Branco S/A, un grande produttore di pasta e biscotti.

E perché sono venuto in Italia? In realtà, da anni io avevo voglia di venire in Italia per rimanerci per qualche tempo, ma non avevo mai avuto le tre cose più importanti: tempo, soldi e contesto allo stesso tempo. Questa volta, il contesto si è creato quando mi sono reso conto che ero troppo stanco di tutto quello che avevo fatto ed ero senza più motivazione professionale. La situazione è sfavorevole per i giornalisti-scrittori più o meno della mia età, stranamente, perché, in effetti, sono (e mi sento) giovane.

Infatti, la riduzione dei posti di lavoro con contratto per coloro della mia fascia di età è certamente a causa di Internet. Essendo un giovane strumento di per sé, i siti web giornalistici hanno assorbito la maggior parte dei giovani giornalisti disponibili negli ultimi quindici, venti anni. Sto parlando di giovani persone disposte a lavorare come giornalisti per uno stipendio tre o quattro volte inferiore rispetto a quello di un giornalista esperto e consapevole. Cioè, per quanto riguarda i salari e le condizioni di lavoro, la situazione in Brasile (sicomme in tutto il mondo, mi pare) è abbastanza negativa per i professionisti maturi e audaci, anche perché diversi giornali e riviste sono stati chiusi (e/o ridimensionati).

Così, dopo trent’anni di carriera, che cosa si può fare? Ho rifletutto molto su questo. Credo di avere ancora molto da fare. Credo che possiamo sempre fare qualcosa di nuovo, nella vita e nella carriera. Ma io sicuramente non volevo più farlo un’altra volta nello stesso Paese, nella stessa città, nello stesso ambito professionale. Avevo costruito una struttura intellettuale e materiale considerevole e, pertanto, il contesto ideale si è venuto a creare per una serie di fattori.

Credo davvero che qui a Firenze potrò andare di nuovo avanti, però in un altro modo, in un altro luogo – in un altro Paese, in verità – e in uno stile di vita diverso. Vengo da São Paulo, una città dinamica, moderna e avanzata, ma allo stesso tempo caotica, inquinata e piena di ingorghi stradali. Ci sono venti milioni di abitanti (e otto milioni di macchine) nella zona metropolitana. In confronto a São Paulo, Firenze è piccola e “maneggevole”, nonostante i milioni di turisti.

Per quanto riguarda lo studio dell’italiano, tra giugno 2016 e gennaio 2017 ho studiato questa bella lingua da solo, con corsi online gratuiti, libri, podcasts e film italiani senza sottotitoli. Da quando mi sono trasferito a Firenze, guardo un sacco di TV tutti i giorni, per ascoltare il più possibile l’italiano e migliorare le abilità ricettive. Tuttavia, verso la fine del gennaio 2017, ho deciso di iscrivermi a un corso di italiano di livello B2 del CLA (Centro Linguistico di Ateneo) presso l’Univesità di Firenze. [Oltre al portoghese, parlo inglese e spagnolo.]

Parlando invece dei miei interessi, mi piace leggere, anche se negli ultimi anni il tempo per la lettura è molto poco. La lettura di romanzi, che mi è sempre piaciuta, è purtroppo ridotta. Mi considero un appassionato di cinema. Infatti, attualmente mi piacciono più i film che la letteratura. Mi sono piaciuti i film dei grandi registi, certo, ma anche quelli, diciamo, “più facili”. Adoro anche le serie TV e la musica (classica e jazz, soprattutto). Psicologicamente parlando, invece, mi definisco un uomo riservato, introspettivo e riflessivo, però con abbastanza buon umore.

Qui a Firenze lavoro come greeter nel settore turistico e scrivo settimanalmente il blog “Psicoisas – Ripensando gli Atteggiamenti” (vedi la Home di questo sito web).

Maggio/2018

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